FAQ

Q:

Dove andranno a finire le somme di denaro versate?

A:

Le somme versate costituiranno il fondo necessario all’acquisto del Castello di Pergine attraverso la costituzione di una fondazione Onlus la cui governance sarà decisa da uno statuto.


Q: 

Le persone a capo della futura fondazione percepiranno dei compensi?

A:

Le cariche sociali, democraticamente elette, saranno a titolo gratuito.


Q: 

Se la somma necessaria all’acquisto del castello non venisse raggiunta ci saranno dei rimborsi?

A:

Certo, se non si raggiungerà lo scopo le somme versate saranno integralmente restituite.


Q: 

Ci saranno sconti per i sottoscrittori? C’è incertezza in merito?

A:

In questi giorni, come avrete notato, abbiamo modificato le anticipazioni in relazione ai possibili sconti che potrebbero godere i vari sottoscrittori. Questi cambiamenti hanno creato in alcuni qualche incertezza, che ha generato anche critiche, che è opportuno fugare subito.
Innanzitutto questa operazione non dovrebbe essere vista come un qualcosa che crea vantaggi personali, ma semmai vantaggi collettivi. L’obiettivo è mantenere vivo e aperto il Castello per la comunità perginese, ma anche per tutti coloro che lo amano. Vuole preservarne la sua dimensione storica, artistica e turistica, cercando semmai di fare meglio. vuole mantenere il lavoro a circa 20 persone, oltre all’indotto che crea.
Io ho già versato la mia quota, ma vi assicuro che mai chiederò alcuno sconto sui futuri servizi che “acquisterò” al Castello, questo per i motivi sopra accennati. Non pretendiamo né ci aspettiamo che tutti abbiamo questo atteggiamento, che è del tutto personale. E’ del tutto legittimo che qualcuno si aspetti un piccolo ritorno personale, magari anche simbolico. La definizione di questi aspetti dovrà essere innanzitutto subordinata alle condizioni finali: riusciremo a farcela? A quali condizioni? Ad esempio, se la raccolta fondi fosse meno generosa del previsto, è possibile che si debba contrarre un piccolo mutuo e quindi parte delle risorse dovrebbero andare non alla “scontistica”, ma a rimborsare il mutuo. Inoltre tutta l’operazione si deve basare su una sua sostenibilità economica: la costituenda Fondazione potrà provvedere alla manutenzione del Castello, all’organizzazione di eventi culturali e artistici, solo se la gestione economica del Castello sarà in grado di generare utili. Porre ora tutta una serie di costi aggiuntivi sulla gestione commerciale, attraverso sconti, sarebbe non corretto nei confronti del progetto stesso. Sconti simbolici per il singolo potrebbero essere pesanti per l’intera gestione, quindi riteniamo più corretto dire che ci saranno, ma i dettagli ci riserviamo di comunicarli in un secondo momento, quando avremo gli elementi per farlo.
È vero, questo potrebbe denotare una certa disorganizzazione, ma è inevitabile. Noi sette stiamo dedicando ore ed ore a questo sogno, senza avere nulla in cambio se non la soddisfazione di provarci e dobbiamo gestire sia aspetti rilevanti (ad esempio la trattativa con la famiglia Oss), sia un’infinità di dettagli. Tra l’altro, stiamo anche scrivendo lo statuto della Fondazione, e vi posso anticipare che prevederà la gratuità di tutte le cariche sociali.

Michele Andreaus